Leal, lega antivivisezionista premia
Stefania Vernazza, per la ricerca sul glaucoma condotta con
modelli sostitutivi rispetto alla sperimentazione sugli animali.

   
Domani, presso la Sala Dalisca Cavalli, il presidente della
Leal, Gian Marco Prampolini, premierà il lavoro dei ricercatori
che scelgono una sperimentazione senza sofferenza animale. Leal,
è in prima linea per la tutela dei diritti degli animali e per
la promozione di uno stile di vita etico esostenibile a 360
gradi, nell’ambito dell’evento organizzata con il sostegno della
sezione veronese di Leal, consegnerà un premio in denaro al
Vernazza, ricercatrice d’eccellenza dell’Università di Genova,
che ha fatto della ricerca senza sperimentazione animale la sua
missione professionale. Il riconoscimento vuole mantenere i
riflettori puntati su come i metodi sostitutivi e avanzati, tra
i quali i modelli in vitro, gli organoidi e l’intelligenza
artificiale, non siano solo un’alternativa etica, ma
rappresentino una via affidabile, sicura e predittiva per la
salute umana. Al centro della ricerca premiata c’è lo studio del
glaucoma attraverso organoidi retinici, modelli di retina umana
creati in laboratorio. Spiega Vernazza: “Comprendere perché le
cellule gangliari della retina degenerino nel glaucoma è una
delle principali sfide della ricerca oftalmologica. Per indagare
questo processo, abbiamo creato in laboratorio piccoli modelli
di retina partendo da cellule staminali pluripotenti, cioè
cellule capaci di trasformarsi in quasi qualsiasi tipo di
tessuto umano. Suquesti organoidi abbiamo condotto un’analisi
proteomica, una tecnica chepermette di osservare quali proteine
sono presenti nelle cellule e comecambiano durante la malattia.

   
In pratica, una sorta di “mappa delle proteine” che rivela i
meccanismi nascosti del glaucoma. Il modello ottenuto potrebbe
diventare una piattaforma preziosa per capire meglio come si
sviluppa lamalattia e per individuare futuri bersagli
terapeutici”.

   
Leal con l’occasione affronta anche il tema della carne
coltivata. La “scienza e la ricerca buona” si estende infatti
anche alle nostre abitudini alimentari e alle sfide globali
della sostenibilità: il talk ospiterà un approfondimento
dedicato, con l’intervento di ricercatori esperti del settore.

   

   

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