
Il Gladiatore torna nell’arena,
e questa volta l’arena è la piazza di Marostica. L’1 luglio 2027
Russell Crowe, premio Oscar per Il Gladiatore, porta in piazza
Castello l’Indoor Garden Party, il tour europeo in cui il divo
di Hollywood lascia il set per imbracciare la chitarra e guidare
la sua band come voce solista. Quella di Marostica è, al
momento, l’unica data italiana del tour. Un’occasione per
scoprire un volto meno conosciuto ma tutt’altro che nuovo di una
delle star del cinema mondiale: quello del musicista e del
narratore che non ha mai smesso di salire sul palco. L’Indoor
Garden Party nasce nel 2009 in un pub alle porte di Londra di
proprietà di Michael Parkinson, leggenda dei talk show
britannici, e da allora è cresciuto in modo libero e istintivo,
tra serate improvvisate e amici musicisti. “L’Indoor Garden
Party è un evento, una band, un happening – spiega Crowe – È
qualcosa di fluido: i musicisti cambiano, ma è sempre in grande.
È come un festival in cui riunisco persone che ammiro, musicisti
e cantastorie, e insieme mettiamo in piedi uno spettacolo”.
“Questa band ha un carattere preciso. Ha un groove – racconta –
Facciamo molte canzoni che raccontano storie, ma sappiamo anche
di essere lì per scrollarci di dosso la polvere e regalare al
pubblico una bella serata». È una formazione cementata da
amicizie che durano da oltre 30 anni. Con Crowe ci sono Dave
Kelly alla batteria, Stewart Kirwan alla tromba, Stu Hunter al
pianoforte, Chris Kamzelas alla chitarra e James Haselwood al
basso. Con loro c’è la voce dell’irlandese Lorraine O’Reilly. La
musica, per Crowe, viene prima del cinema: “Il mio percorso
verso il cinema – confida – è cominciato suonando nelle band,
andando in tour, pubblicando dischi. Dalla musica sono passato
al teatro musicale e, quasi per miracolo, un regista mi ha visto
in Blood Brothers e mi ha chiesto di fare un provino». Il resto
è storia: oltre quaranta riconoscimenti internazionali,
dall’Oscar ai Golden Globe, dai Bafta ai Sag Award. Eppure
l’amore per l’immediatezza del live è rimasto intatto. “Che si
tratti di canzoni o di film, si parte sempre da una storia –
dice – La band oscilla tra R&B, gospel, canzoni country sporche
e sanguinose”.
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